STUDIO DI INGEGNERIA

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ing. Michele Trentini

 
         

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Protezione Civile

          Piani Emergenza - Protezione Civile
           
             
             
             

 

 

     

La storia anche recente del nostro Paese ricorda quanto sia importante disporre di una struttura organizzativa in grado di prevenire e fronteggiare le situazioni di emergenza, derivanti da calamità naturali o causate dall'attività dell'uomo.

I Piani di Emergenza di Protezione Civile sono uno strumento fondamentale per la gestione di tali possibili situazioni di emergenza. Sono uno strumento di pianificazione che, sulla base di scenari di riferimento, individuano e disegnano le diverse strategie finalizzate a ridurre il danno ovvero il superamento dell'emergenza.

Obiettivo dei Piani è la salvaguardia delle persone e, quando e se possibile, dei beni presenti in un'area a rischio.

Dotare una Amministrazione Comunale o Provinciale di un Piano di Protezione Civile significa quindi poter disporre di uno strumento finalizzato alla previsione e prevenzione delle situazioni di rischio, all'organizzazione degli interventi a tutela della salute dei cittadini, dell'ambiente e dei beni collettivi e privati. La redazione e la successiva attuazione di un Piano di Emergenza porta inevitabilmente a qualificare maggiormente il ruolo degli Enti Locali, in cui la Cittadinanza interessata o coinvolgibile da un evento calamitoso, non rimane "spettatrice" passiva di azioni di programmazione e pianificazione gestite "dall'alto", ma partecipa in prima persona, in virt¨ della propria organizzazione sociale, identitÓ e conoscenza del territorio.

Il Piano di Emergenza di Protezione Civile è sostanzialmente costituito da uno Scenario di evento e da un Modello di intervento di emergenza e di soccorso, dove lo scenario costituisce elemento di supporto decisionale nella predisposizione del suddetto modello di intervento. Importante, nella stesura dei Piani, risulta il considerare le fasi di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell'emergenza come strettamente collegate tra loro. La concomitante fase pianificatoria degli interventi/opere da predisporre in funzione della difesa o mitigazione degli eventi calamitosi individuati diventa un elemento qualificante e di sicuro interesse in fase attuativa del Piano redatto.

Il sistema delle conoscenze, corredato dai dati cartografici e dalle informazioni tecnico-amministrative, consente di porre in essere sul piano tecnico le proposte rivolte all'eliminazione o al contenimento dei fattori di rischio; consente inoltre di organizzare l'approntamento dei mezzi e delle strutture operative necessarie agli interventi di Protezione Civile, con particolare riguardo alle misure di emergenza.

 

 

Tale raccolta di dati deve necessariamente essere realizzata secondo schemi standard al fine di omogeneizzare i livelli di conoscenza dei rischi a scala comunale - sovracomunale - provinciale - regionale, affinché i dati risultanti dalle elaborazioni siano utili e possano essere gestiti dalla struttura regionale o provinciale di Protezione Civile.

 

 

Lo standard per i piani è stato definito sulla base delle linee guida elaborate dal Dipartimento di Protezione Civile e dal Ministero dell'Interno che ne rappresenta quindi una metodologia d'indirizzo per la pianificazione d'emergenza.

L'attività preparatoria dei piani di emergenza deve sicuramente comprendere un inquadramento del territorio (comprensivo di una raccolta di dati storici inerenti gli eventi calamitosi già avvenuti), la realizzazione della cartografia di base e delle infrastrutture presenti, lo studio del territorio mirato all'individuazione delle varie tipologie di rischio, la pianificazione degli interventi/opere conseguenti agli eventi calamitosi, la perimetrazione delle aree di emergenza, il censimento delle risorse umane e dei materiali e la conseguente definizione della struttura operativa di crisi. Le linee guida della pianificazione di emergenza possono quindi essere scisse in due fasi che, se pur distinte, sono interconnesse: una fase conoscitiva ed una fase di organizzazione atta a fronteggiare l'emergenza. In particolare per quest'ultima risulta essenziale, oltre alla definizione dell'organizzazione dell'unità locale di crisi con uomini e mezzi adeguati, la predisposizione degli elementi tecnici della procedura d'allarme, l'organizzazione dei programmi di informazione per la cittadinanza e la messa a punto di un sistema di verifica del Piano di Protezione Civile attraverso esercitazioni mirate e non preordinate.

 

 

 

Infine, l'efficienza dei contenuti tecnici previsti nel Piano di emergenza si esprime nell'operatività del Piano stesso. Un'adeguata efficienza è raggiungibile solo se vengono attuate una serie di attività finalizzate alla gestione ed aggiornamento nel tempo dei contenuti tecnici.

     
       

     

ing. Michele Trentini - Trambileno (TN) - Fraz. Pozza, 47/A - Tel. 0464.431002